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Mercoledì, 11 Ottobre 2017 17:42

Settore porti vive una ripresa significativa

ROMA - Da parte del Governo c'è la «massima apertura ad apportare integrazioni» al decreto correttivo sulla riforma dei porti, «ma ci sembra ormai vicina la meta: il settore, che ha subito una crisi negli anni precedenti, ora invece sta vivendo una ripresa significativa, come dimostrato anche dal Salone di Genova». Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, sentito dalla Commissione Lavori pubblici del Senato. Per Delrio, quindi, «siamo alla fase conclusiva della riforma portuale, punto di forza delle riforme del Governo, e abbiamo bisogno di qualche correttivo, per affinare alcuni argomenti, come ulteriore tassello utile alla riorganizzazione portuale». «Si tratta di un ulteriore tassello utile alla riorganizzazione portuale, sempre nell'ottica di portare efficacia al Sistema Paese, per l'Italia interpretata come il grande molo del Mediterraneo, e quindi le azioni di integrazione, di semplificazione e di efficienza previste nel decreto penso che consentiranno ai porti di diventare più capaci di creare occupazione, sviluppo economico ed equilibrio tra domanda e offerta all'interno dei Sistemi Portuali».
«Ovviamente il tutto nell'ottica di valorizzare tutto il "sistema mare" e quindi in maniera che espliciti tutto il suo potenziale. Vorrei ricordare che gli interventi più significativi proposti riguardano la classificazione dei porti, l'attribuzione al piano regolatore portuale del compito di definire le funzioni di ciascun porto, l'introduzione del riferimento al piano dell'organico del porto - questo tema della materia del lavoro era uno degli elementi che abbiamo appositamente omesso nella prima versione della Riforma - e l'inserimento di disposizioni che sono più disposizioni di chiarimento in materia di inconferibilità e incompatibilità per i membri nominati del Comitato di gestione».
«Per quanto riguarda la classificazione, si è superato il regime attualmente in vigore che fa riferimento a criteri e caratteristiche dimensionali, tipologiche, funzionali dei porti per la classificazione, perché abbiamo pensato che queste modalità di classificazione siano troppo complesse e non rispondano appieno al mutato quadro costituzionale che c'è tra Stato ed Enti locali. La modifica che si propone tiene conto del riparto di competenze, appunto, tra Stato e Regioni, prevedendo una netta distinzione tra porti nazionali e porti regionali e creando quindi una netta semplificazione.
Per quanto concerne invece la revisione delle competenze di governance, in linea con i principi dettati dalle norme deleganti, si è previsto in capo al presidente dell'Autorità di Sistema portuale - in un'ottica di porre particolare attenzione al lavoro portuale - l'adozione del piano dell'organico del porto dei Lavoratori delle imprese previa delibera del Comitato di gestione, sentita la commissione consultiva, sulla base dei piani dell'impresa, degli organici, del fabbisogno lavorativo, che sono comunicati dalle imprese di cui agli articoli 16 e 18 e dell'organico del soggetto di cui articolo 17. Il piano è aggiornato ogni tre anni, ha un valore di documento strategico di ricognizione e analisi dei fabbisogni lavorativi e non produce vincoli per le imprese di cui agli articoli 16 e 18, salvo le proposte di investimento effettuate dell'impresa che intende ottenere una concessione portuale con precisi impegni sui volumi di traffico e sui livello di assunzioni. Quindi il presidente dell'AdSp, sentito il Ministero, può adottare questi piani operativi di intervento per il lavoro portuale che sono finalizzati alla formazione professionale, alla qualificazione dei lavoratori, alla riqualificazione e la riconversione del personale interessato; è in sostanza uno strumento che credo possa aiutare a dare più flessibilità e anche più sicurezza e più garanzie ai lavoratori del Sistema Portuale.
Un ulteriore aspetto innovativo è sui membri dei Comitati di Gestione: è stata prevista infatti l'applicazione del Decreto Legislativo 8 aprile 2013, n. 39 "Norme in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico" e questa norma è applicata ai membri del Comitato di Gestione.
Invece, sul tema degli strumenti di pianificazione, è stata prevista all'articolo 15 la "variante localizzata", che è uno strumento che può essere adottato in fase transitoria, per un tempo limitato, al fine di rendere possibile la programmazione e la progettazione di interventi infrastrutturali che si rendessero necessari e indifferibili nelle more dell'approvazione dei piani regolatori di sistema portuali vigenti e non veicolabili come gli adeguamenti tecnico funzionali».
«Io credo che noi qui non stiamo stravolgendo la 84/94, come ha detto il senatore Filippi, credo che stiamo applicando anzi il comma 5 dell'articolo 17 che in un qualche modo prevedeva questo tipo di organizzazione, poi è vero che nella dinamica di costruzione delle agenzie o così via possono di volta in volta presentarsi dei casi che rischiano di diventare poi una specie di regola generale ma il fatto di voler regolamentare in questa maniera con il piano la questione del lavoro portuale è proprio il tentativo di evitare di uscire dalla filosofia del 84/94.
Prendiamo atto della segnalazione sui rischi e sulle questioni ma, sinceramente, io credo che questo sia un modo con cui noi stiamo in quel solco e cerchiamo di renderlo però più operativo e più moderno questo approccio rispetto al tema del lavoro portuale. Relativamente al Codice della Nautica, sempre Filippi mi parla dei termini della delega eccetera. Noi siamo molto tranquilli su questo ma continuiamo a fare le verifiche necessarie quindi assolutamente e grazie per aver sottolineato l'importanza anche della riclassificazione, vorrei anche sottolineare che molte regioni stanno cercando di fare affluire porti regionali nelle Autorità portuali, cominciano a ragionare come di sistemi unici. Penso ad esempio alla Sardegna che sta davvero mettendo tutti i suoi porti a sistema e questo è uno dei frutti della riforma quindi è molto positivo il fatto che si aumenti il livello di cooperazione tra i vari porti tra le varie piccole realtà marittime e all'interno dell'unica pianificazione regionale e nazionale».

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